La Casa della Comunicazione, da casa.

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Il nostro punto di vista sullo Smart Working: i risultati dell'indagine interna.

 

Anche il gruppo Serviceplan, come moltissime realtà in Italia e nel mondo, ha sperimentato in questi mesi un lungo periodo di smart working che ha spostato il lavoro dei dipendenti tra le mura domestiche. Le nuove modalità di organizzazione e i flussi che ne sono derivati, in termini di dati e idee, non hanno intaccato lo spirito di team e hanno permesso di portare avanti i numerosi progetti, generando risultati positivi per i clienti. 

In un mondo che si domanda con sempre maggior insistenza quali siano i fattori positivi di questa nuova modalità di lavoro e quali i rischi ad essa collegati, nella Casa della Comunicazione è stato chiesto ai colleghi di dire cosa abbia funzionato e cosa no. 

Al fine di valutarne ogni aspetto e il complessivo grado di soddisfazione, infatti, è stato somministrato un questionario interno alle agenzie del Gruppo. Le opinioni che sono emerse risultano premianti e, tra i fattori maggiormente rilevanti, spiccano una miglior organizzazione del tempo - sia personale che lavorativo - e un generale incremento di produttività e di concentrazione.  

Uno dei rispondenti afferma che “si lavora di più nella tranquillità della propria casa”, mentre c’è chi mette in evidenza numerosi punti, come “Libertà di movimento. Flessibilità. Meno distrazioni, maggior concentrazione, minor perdita di tempo.”: in poche parole, tempo, equilibrio e minor stress.  

Tutto ciò è avvenuto mantenendo livelli elevati di coordinamento interno e comunicazione interpersonale. I rapporti con gli altri e lo scambio di punti di vista ed informazioni non sembrerebbero aver subito condizionamenti negativi, anzi. Secondo alcuni, lo smart working avrebbe condotto a “Migliore suddivisione dei task giornalieri, maggiore autonomia e allo stesso tempo rafforzamento del lavoro in team”. 

In termini numerici, per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, più della metà dei rispondenti ha valutato come eccellente l’organizzazione del lavoro e il rapporto quotidiano con colleghi e responsabili e quasi la totalità dei rimanenti l’ha definita buona. 

Anche il supporto della tecnologia si conferma fondamentale e, a questo proposito, circa il 70% dei rispondenti ha valutato in termini positivi i sistemi a supporto del lavoro, in particolare connessione, PC e rete. 

Nel complesso, quindi, emerge come lo smart working rappresenti una risorsa preziosa, sia per il presente che per il futuro. Il Covid-19 ha accelerato un cambiamento che si stava già verificando all’interno di molte realtà aziendali e imposto un ripensamento delle modalità di lavoro troppo spesso considerate immutabili, almeno finora.   

La ricerca di un equilibrio tra la verosimile indipendenza di tempo e spazio offerta dalla tecnologia e la natura sociale dell’uomo, nonché la sua necessità di avere relazioni non mediate con i propri pari, è al centro del dibattito contemporaneo e segnerà, senza dubbio, una tra le fasi di cambiamento e accelerazione più significative che la nostra società abbia mai affrontato.